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dai piccoli ai grandi

 

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Alcune delle iniziative svolte hanno voluto intercettare l'utenza delle famiglie, come in particolare l'azione di OpenMind 2010 denominata "Dai piccoli ai grandi", che ha visto come destinatari i bambini delle scuole elementari cittadine, i loro nonni ed altri anziani della città di San Giorgio a Cremano, comunque al di sopra dei sessant'anni.
Il progetto fonda le sue radici sulla convinzione che in una società civile e moderna tutti debbano essere messi nelle condizioni di accedere agli strumenti di comunicazione e di cultura. Si è osservato che con l'aumento della età media della popolazione esiste il rischio, per una fascia sempre più consistente di persone adulte che non hanno mai utilizzato il computer, di rimanere escluse dall'opportunità di usufruire dei servizi presenti sulla rete telematica.  Offrire un corso di alfabetizzazione informatica per gli "over cinquanta" secondo la  formula proposta dal progetto significa impegnarsi nella lotta al nuovo analfabetismo e contrastare il rischio di una spaccatura sociale e comunicativa tra giovanissimi e adulti e, in questo modo, rinsaldare i legami familiari creando nuove forme di comunicazione tra due mondi, quello dei giovanissimi e quello degli anziani, che spesso non riuniscono ad interagire tra di loro. 
 
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E' stata innanzitutto realizzata una azione formativa ai docenti del più grande circolo didattico cittadino, che ha fatto sì che 22 alunni di seconda elementare, veri destinatari dell'intervento, abbiano poi partecipato alla edizione annuali dei workshop OpenMind in qualità di "Baby formatori". I bambini, debitamente informati, hanno innanzitutto incontrato 220 pari età di un'altra scuola elementare, illustrando il funzionamento dei principali software didattici freeware. Si tratta di un tipo di esperienza già messo in atto in passato e che era stata presentata alla 2a CONFSL, Conferenza nazionale sul Software Libero, tenutasi all'Università di Bologna il 12 giugno 2009.
I bambini, ormai esperti in informatica, ed in particolare in software libero, hanno "lavorato" come "docenti" in un laboratorio destinato a tutte le persone di 50 e più anni d'età che aveva lo scopo di fornire loro i rudimenti sull'uso del personal computer. Lo scopo di questo laboratorio è stato quello di spiegare ai over50 che le macchine che usano i figli e nipoti non sono misteriose e riservate solo a chi è nato dagli anni Novanta in poi; un computer va considerato un utensile, al pari di un cacciavite o di una forbice, e come tale va usato per migliorare e facilitare alcune delle operazioni della vita quotidiana.

Gli argomenti trattati sono stati:

- illustrazione del funzionamento del computer e delle sue periferiche;
- come accendere avviare e spegnere in modo corretto l'unita' centrale e le periferiche;
- esercitazioni all'uso del mouse e della tastiera
- come agire in caso di blocco;
- conoscenza dei principali comandi;
- utilizzo dei programmi office (OpenOffice);
- utilizzo dei programmi grafici (Gimp);
- masterizzazione CD e DVD.

Inoltre, ritenendo che per gli over50 la comunicazione possa assumere un particolare ignificato, sono trattati con particolare cura i programmi di:

- posta elettronica per l'invio di comunicazioni ed allegati;

- navigazione Internet, compreso Google Maps, Google Earth, Google YouTube e Google raduttore.

Le attività e azioni fin qui svolte hanno comportando una crescente domanda di partecipazione ai percorsi formativi secondo i protocolli elaborati dall'associazione OpenMind. Le istanze a partecipare provengono sia dal mondo delle associazioni culturali, sindacali che dalle scuole, con la richiesta di partecipare a laboratori didattici e infine anche da soggetti singoli.

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Da un monitoraggio successivo al termine dei corsi di formazione l'associazione ha potuto verificare come i "baby formatori" che hanno agito da tutor per i propri nonni, insegnando loro ad usare il computer, capire l'uso di Internet, la posta elettronica ed imparare ad usufruire dei principali servizi digitali presenti sulla rete, promossi dalle Pubbliche Amministrazioni locali e da privati, ha migliorato i rapporti familiari. Bambini e familiari più anziani hanno avuto la possibilità, successivamente, a casa, di "essere insieme facendo" come occasione formativa aggiuntiva che, da una parte, dà risposte ai bisogni di scoperta e di esplorazione dei bambini e delle bambine mentre, nello stesso tempo, ha permesso agli adulti di sviluppare una maggiore comprensione dei più piccoli e di migliorare le capacità di comunicazione tra genitori/nonni e figli/nipoti.

 

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